lunedì 15 ottobre 2012
giovedì 11 ottobre 2012
venerdì 5 ottobre 2012
verso il 27 ottobre: no Monti Day
qui la piattaforma del Corteo No Monti Day del 27 ottobre a Roma:https://sites.google.com/site/nomontiday27ott2012/
L'EMILIA
E' ANCORA SCOSSA, DIAMOCI UNA MOSSA!!
La
situazione nel Cratere rischia di diventare esplosiva: ci sono ancora
36 mila sfollati e ormai la Protezione Civile si appresta a chiudere
i campi, cominciando già a ridurre le mense. Tra le parole
altisonanti del Commissario Errani e la realtà c'è un abisso
incolmabile coperto dall'assenza dei media mentre il governo eroga i
fondi col contagocce e l'impressione è che i pochi fondi erogati
rischiano di finire in larga parte in interessi. Ormai siamo
arrivati alla colpevolizzazione del più povero, perchè non può
pagare un affitto o comperarsi una casetta in legno, perchè ha
bisogno dei pasti e “grava” sulle istituzioni: non solo, chi non
ha i soldi per coprire di tasca propria quel 20% non finanziato dallo
stato, o finisce in pasto alle banche, obbligato a accendere un
mutuo, o peggio ancora non ha nemmeno i requisiti per ottenere il
contributo di ricostruzione. Il
terremoto è stato trasformato in un terremoto di classe.
Un mare di burocrazia (50 ordinanze, 90 decreti), in cui è estremamente difficile orientarsi, ci sta sommergendo ed è chiaro che è in atto un processo decisionale che non ci coinvolge e ci fa franare sulla testa decisioni incomprensibili e inadatte alla situazione . Tocca a noi organizzarci!!
Dobbiamo smettere di essere soggettivi passivi e diventare protagonisti delle nostre vite, perchè la situazione attuale e la ricostruzione possano seguire linee davvero adatte ai bisogni delle persone e non incentrate sulla speculazione e il profitto.
Dobbiamo tutti insieme, singoli, comitati, associazioni, sindaci portare precise rivendicazioni, pretendere che tutti siano messi nella condizione di ricostruire la propria casa e avere una vita degna. Questo è lo spirito che ha portato alla creazione del Comitato Sisma.12, i cui tecnici hanno elaborato anche progetti di moduli abitativi temporanei a bassissimo costo e stanno preparando soluzioni per la ricostruzione eco-compatibili e al minor costo possibile, per passare dalle parole ai fatti.
Organizziamoci per pretendere:
- Una legge quadro per il terremoto di Maggio che, come è successo anche per altre catastrofi naturali già avvenute in Italia, copra al 100% i danni del terremoto
- Che i Cas (contributi di autonoma sistemazione) siano puntuali
- Che i moduli abitativi arrivino il prima possibile, che siano vivibili, che siano numericamente sufficienti
- Che sia impedito ai palazzinari di speculare sui prezzi degli affitti sfruttando la tragicità della situazione attuale e riducendo il più possibile lo spostamento di chi ha una casa inagibile dalla zona di residenza
- Strutture scolastiche degne di questo nome, non tendoni o cantieri aperti e un calendario e orari scolastici che vadano incontro alle esigenze delle famiglie
- Luoghi di lavoro sicuri e che le aziende non delocalizzino la produzione. Occorrono soluzioni serie al problema della disoccupazione dilagante
- Che la ricostruzione non diventi un banchetto per gli speculatori, finanziari e del cemento
- Che la Commissione Grandi Rischi non passi sotto il controllo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cosa che comporterebbe un filtro politico e non tecnico alle modalità di prevenzione delle catastrofi
Un mare di burocrazia (50 ordinanze, 90 decreti), in cui è estremamente difficile orientarsi, ci sta sommergendo ed è chiaro che è in atto un processo decisionale che non ci coinvolge e ci fa franare sulla testa decisioni incomprensibili e inadatte alla situazione . Tocca a noi organizzarci!!
Dobbiamo smettere di essere soggettivi passivi e diventare protagonisti delle nostre vite, perchè la situazione attuale e la ricostruzione possano seguire linee davvero adatte ai bisogni delle persone e non incentrate sulla speculazione e il profitto.
Dobbiamo tutti insieme, singoli, comitati, associazioni, sindaci portare precise rivendicazioni, pretendere che tutti siano messi nella condizione di ricostruire la propria casa e avere una vita degna. Questo è lo spirito che ha portato alla creazione del Comitato Sisma.12, i cui tecnici hanno elaborato anche progetti di moduli abitativi temporanei a bassissimo costo e stanno preparando soluzioni per la ricostruzione eco-compatibili e al minor costo possibile, per passare dalle parole ai fatti.
Organizziamoci per pretendere:
- Una legge quadro per il terremoto di Maggio che, come è successo anche per altre catastrofi naturali già avvenute in Italia, copra al 100% i danni del terremoto
- Che i Cas (contributi di autonoma sistemazione) siano puntuali
- Che i moduli abitativi arrivino il prima possibile, che siano vivibili, che siano numericamente sufficienti
- Che sia impedito ai palazzinari di speculare sui prezzi degli affitti sfruttando la tragicità della situazione attuale e riducendo il più possibile lo spostamento di chi ha una casa inagibile dalla zona di residenza
- Strutture scolastiche degne di questo nome, non tendoni o cantieri aperti e un calendario e orari scolastici che vadano incontro alle esigenze delle famiglie
- Luoghi di lavoro sicuri e che le aziende non delocalizzino la produzione. Occorrono soluzioni serie al problema della disoccupazione dilagante
- Che la ricostruzione non diventi un banchetto per gli speculatori, finanziari e del cemento
- Che la Commissione Grandi Rischi non passi sotto il controllo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cosa che comporterebbe un filtro politico e non tecnico alle modalità di prevenzione delle catastrofi
Solo
l'unione e la propositività, pratica e politica, possono permetterci
di affrontare questa situazione in maniere tale da non rimanere
schiacciati dagli interessi di pochi. Non ci occorrono ne il Gas né
la Cispadana, ma fondi, case e lavoro.
Per questi motivi, per le evidenti responsabilità del Governo Monti e per la sua collusione con le banche, in reazione allo smantellamento dei diritti dei cittadini, compresi quelli dei terremotati nonostante la tragicità della situazione e per le responsabilità del Commissario Errani. il Comitato Sisma.12 propone a tutti i Comitati nati sulla scia del terremoto e anche ai singoli cittadini di aderire alla manifestazione nazionale“ No Monti Day” che si terrà a Roma il 27 ottobre.
Discutiamone assieme Lunedì 8 Ottobre, alle ore 21, presso la Sala Polivalente Bastia di San Possidonio (via 4 novembre)
RICOSTRUIAMO LA BASSA DAL BASSO!
COMITATO SISMA.12
sismapuntododici.blogspot.com
Per questi motivi, per le evidenti responsabilità del Governo Monti e per la sua collusione con le banche, in reazione allo smantellamento dei diritti dei cittadini, compresi quelli dei terremotati nonostante la tragicità della situazione e per le responsabilità del Commissario Errani. il Comitato Sisma.12 propone a tutti i Comitati nati sulla scia del terremoto e anche ai singoli cittadini di aderire alla manifestazione nazionale“ No Monti Day” che si terrà a Roma il 27 ottobre.
Discutiamone assieme Lunedì 8 Ottobre, alle ore 21, presso la Sala Polivalente Bastia di San Possidonio (via 4 novembre)
RICOSTRUIAMO LA BASSA DAL BASSO!
COMITATO SISMA.12
sismapuntododici.blogspot.com
giovedì 4 ottobre 2012
MERCOLEDI' 7 NOVEMBRE ORE 20 E 30 INCONTRO PUBBLICO DEL COMITATO SISMA.12
GIU'
LE MANI DALLE NOSTRE CASE!
100% PER LA RICOSTRUZIONE IN EMILIA E OVUNQUE
100% PER LA RICOSTRUZIONE IN EMILIA E OVUNQUE
Le
rare volte che i mass media parlano dell'Emilia raccontano di una
regione in cui i laboriosi emiliani ce l'hanno fatta da sé: scuole
avviate, aziende e negozi riaperti, moduli abitativi in arrivo.
Ci piacerebbe fosse così: la realtà è che in Emilia non c'è proprio niente di risolto. I tempi “amministrativo/legali” dell'emergenza sono sempre più distanti dalla situazione reale.
Alcune grandi imprese delocalizzano dopo che i loro capannoni sono crollati come castelli di carte, le piccole imprese non riescono a ripartire e mettono in cassa integrazione i lavoratori, le scuole, sono partite “puntualmente” il 17 di settembre sotto tensostrutture o in alberghi affittati e pizzerie prestate alla comunità in attesa dei moduli scolastici, per lo più pronti dopo il 20 di ottobre ,i campi della protezione civile chiudono spostando le persone a vivere fino a 80 /90 km dai luoghi dove lavorano o studiano mentre le case sfitte sono poche e in parte in mano a palazzinari che le tengono vuote in attesa in attesa di non si sa cosa (forse della possibilità di rincarare gli affitti?): ecco la realtà emiliana.
I soldi non ci sono, dicono: il contributo per la ricostruzione da un 80% virtuale si trasforma in una percentuale prossima tra il 50 e il 60% , cosa che obbliga le famiglie meno abbienti a rassegnarsi ad essere consegnati, se non riescono a mettere la differenza, in mano alle banche, accendendo mutui, oppure, se non hanno le garanzie che richiedono le banche, a rinunciare alla ricostruzione. Nel frattempo si spendono 40 euro al giorno a persona solo per pernottamento e colazione, per mantenere in albergo famiglie senza casa perchè Errani, costretto dalla realtà, ha dovuto rinunciare in ritardo alla sua linea oltranzista anti container: così i moduli abitativi (70.000 euro l'uno: la speculazione è già cominciata e rischia di mangiarci vivi) arriveranno solo fine dicembre o gennaio, forse addirittura a febbraio.
Tutto questo però non impedisce di sprecare i soldi per costruire la solita infrastruttura dannosa e costosissima come la Cispadana a cui tra l'altro saranno destinate le macerie del terremoto, fonti preziose di materiale di recupero per abbassare i costi della ricostruzione. NOI NON CI STIAMO!
A chi vuole trasformare questo terremoto in un' occasione di spopolamento del territorio attraverso leggi e ordinanze che impediscono ai meno abbienti di ricostruire, a chi vuole trasformare questa tragedia in uno strumento di selezione di classe noi rispondiamo che siamo intenzionati a rimboccarci le maniche non solo per lavorare, ma anche per pretendere ciò che ci spetta:
Ci piacerebbe fosse così: la realtà è che in Emilia non c'è proprio niente di risolto. I tempi “amministrativo/legali” dell'emergenza sono sempre più distanti dalla situazione reale.
Alcune grandi imprese delocalizzano dopo che i loro capannoni sono crollati come castelli di carte, le piccole imprese non riescono a ripartire e mettono in cassa integrazione i lavoratori, le scuole, sono partite “puntualmente” il 17 di settembre sotto tensostrutture o in alberghi affittati e pizzerie prestate alla comunità in attesa dei moduli scolastici, per lo più pronti dopo il 20 di ottobre ,i campi della protezione civile chiudono spostando le persone a vivere fino a 80 /90 km dai luoghi dove lavorano o studiano mentre le case sfitte sono poche e in parte in mano a palazzinari che le tengono vuote in attesa in attesa di non si sa cosa (forse della possibilità di rincarare gli affitti?): ecco la realtà emiliana.
I soldi non ci sono, dicono: il contributo per la ricostruzione da un 80% virtuale si trasforma in una percentuale prossima tra il 50 e il 60% , cosa che obbliga le famiglie meno abbienti a rassegnarsi ad essere consegnati, se non riescono a mettere la differenza, in mano alle banche, accendendo mutui, oppure, se non hanno le garanzie che richiedono le banche, a rinunciare alla ricostruzione. Nel frattempo si spendono 40 euro al giorno a persona solo per pernottamento e colazione, per mantenere in albergo famiglie senza casa perchè Errani, costretto dalla realtà, ha dovuto rinunciare in ritardo alla sua linea oltranzista anti container: così i moduli abitativi (70.000 euro l'uno: la speculazione è già cominciata e rischia di mangiarci vivi) arriveranno solo fine dicembre o gennaio, forse addirittura a febbraio.
Tutto questo però non impedisce di sprecare i soldi per costruire la solita infrastruttura dannosa e costosissima come la Cispadana a cui tra l'altro saranno destinate le macerie del terremoto, fonti preziose di materiale di recupero per abbassare i costi della ricostruzione. NOI NON CI STIAMO!
A chi vuole trasformare questo terremoto in un' occasione di spopolamento del territorio attraverso leggi e ordinanze che impediscono ai meno abbienti di ricostruire, a chi vuole trasformare questa tragedia in uno strumento di selezione di classe noi rispondiamo che siamo intenzionati a rimboccarci le maniche non solo per lavorare, ma anche per pretendere ciò che ci spetta:
- 100%
Vogliamo l’indennizzo al 100% per tutti (anche per le case “A”), che le risorse dello Stato siano certe e che venga semplificata la burocrazia per accedere ai contributi - TASSEVogliamo l’esenzione delle tasse per 3 anni, come a L’Aquila, per far ripartire le aziende e dare respiro ai cittadini
- CASAVogliamo che vengano fatti tutti gli sforzi per reperire le case sfitte, che vengano fatte azioni incisive per contenere gli affitti e che ci siano garanzie per i tempi e i numeri dei moduli abitativi
- TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE
vogliamo che la ricostruzione avvenga in maniera trasparente e partecipata, secondo le esigenze delle persone e non degli squali delle banche e delle grandi imprese e cooperative edilizie - LAVORO
pretendiamo luoghi di lavoro sicuri, che lo Stato e la Regione, invece di strozzinarci, impediscano le delocalizzazioni e attuino misure serie contro la disoccupazione dilagante
sismapuntododici.blogspot.com
Comunicato stampa: perchè la ricostruzione in Emilia non merita una copertura al 100% dei danni?
Tutto va ben Madama la Marchesa?
Abbiamo atteso il comunicato stampa della giunta di Carpi (n° 230 del 26/9/2012) prima di
esprimerci sul risultato della prima seduta del Consiglio Comunale della città.
Francamente non volevamo credere che, rispetto all'ordine del giorno presentato da Lorenzo Paluan
(Carpi a 5 Stelle-Prc) che domandava al Consiglio comunale di richiedere a Governo e Parlamento
di finanziare il fondo per la ricostruzione dandogli priorità rispetto ad altri capitoli di spesa e di
richiedere la copertura del 100% dei danni provocati dal terremoto, tutti i consiglieri degli altri
gruppi si fossero astenuti o avessero votato contro.
“ A 4 mesi dal sisma sono stati fatti passi avanti, non sufficienti – ha motivato il Sindaco
Campedelli – ma sono stati fatti”.
Forse Campedelli si riferiva al CAS (contributo di autonoma Sistemazione) che non è ancora
arrivato, o al susseguirsi di ordinanze fumose e farraginose dalle quali l'unica cosa certa che emerge
è che il contributo del'80% sui costi della ricostruzione sarà solo teorico, o al fatto che la
ricostruzione degli edifici pubblici, ad oggi, è iniziata solo grazie alle donazioni dei privati, o ai
moduli per la sistemazione provvisoria che arriveranno, forse, a Natale mentre non si sa dove poter
alloggiare tutte le persone che attualmente vivono ancora in tenda?
A 4 mesi dal sisma pensiamo sia giunto il momento che gli amministratori locali dicano
chiaramente se la loro priorità è “non disturbare il manovratore “ Monti o la salvaguardia del
presente e del futuro dei territori devastati dal terremoto e dei cittadini che, ancora, li abitano.
Comitato Sisma.12 - ricostruire la bassa dal basso
mercoledì 3 ottobre 2012
La bufala dell'ordinanza n°29
Pubblichiamo il testo di una lettera inviata al Commissario Errani dai tenici dell'impresa Origami Costruzioni Vicenza, alla quale non è ovviamente seguita una risposta.
Spiega infatti in maniera chiara perchè l'ordinanza numero 29 è del tutto inadatta ad una zona rurale come l'Emilia.
Oggetto: Richiesta modifica e valutazione contributo ai sensi dell’OCD n. 29 del 28/08/2012 del presidente Errani in qualità di Commissario delegato: “Criteri e modalità di assegnazione di contributi per la riparazione e il ripristino immediato di edifici ed unità immobiliari ad uso abitativo danneggiati dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 e temporaneamente e parzialmente inagibili “
L’ordinanza in oggetto n. 29/2012 prevede per gli edifici con esito “B” e “C” da parte delle squadre AEDES un contributo massimo nella misura dell’80% del costo di riparazione danni e rafforzamento locale e comunque fino ad un tetto massimo parametrico di Euro 370.00 al mq .
Tale contributo è cosi nell’ordinanza n. 29/2012 scaglionato
• Euro 370.00 al mq fino a 120mq ad UI (unitità immobiliare)
• Euro 200,00 al mq da 120 fino a 20 mq ad UI (unità immobiliare)
• Euro 100.00 oltre ai 200mq
Quanto previsto è probabilmente ottimale per gli edifici in condominio composti da piu’ unità immobiliari ma il territorio dell’Emilia Romagna è caratterizzata da un rilevante numero di abitazioni rurali fortemente danneggiate e di rilevante superficie, generalmente non esistono abitazioni residenziali in campagna di una superficie minore di 400/500 mq.
Di conseguenza se fosse stato un condomino di 400/500mq ci sarebbero state circa 5/6 unità immobiliari mentre in campagna ci sono solo una unità residenziale con un contributo massimo notevolmente differente:
• condominio di 500.00mq di 6 appartamenti (contributo massimo 80%) Euro 185.000,00
• abitazione rurale di 500.00 mq di 1 appartamento (contributo massimo 80% Euro 90.000,00
Per quanto detto lo stesso fabbricato a parità di superfice potrà beneficiale di un contributo notevolmente diffferente, mente i lavori da eseguire saranno sicuramente uguali sennon superiori (viste le caratteristiche strutturali dei fabbricati rurali che richiedono lavori rilevanti alle strutture verticali ed agli orizzonamenti di piano);
Per quanto detto si chiede una modifica e/o un analisi attenti della situazione di cui sopra al fine di consentire l’attuazione di opere di messa in sicurezza effettive ed omogenee su tutto il patrimonio immobiliare della Regione Emilia Romangna danneggiato dal sisma del 20.05.2012 e 29.05.2012;
Certi di un vostro interessamento distinti salut
Spiega infatti in maniera chiara perchè l'ordinanza numero 29 è del tutto inadatta ad una zona rurale come l'Emilia.
Oggetto: Richiesta modifica e valutazione contributo ai sensi dell’OCD n. 29 del 28/08/2012 del presidente Errani in qualità di Commissario delegato: “Criteri e modalità di assegnazione di contributi per la riparazione e il ripristino immediato di edifici ed unità immobiliari ad uso abitativo danneggiati dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 e temporaneamente e parzialmente inagibili “
L’ordinanza in oggetto n. 29/2012 prevede per gli edifici con esito “B” e “C” da parte delle squadre AEDES un contributo massimo nella misura dell’80% del costo di riparazione danni e rafforzamento locale e comunque fino ad un tetto massimo parametrico di Euro 370.00 al mq .
Tale contributo è cosi nell’ordinanza n. 29/2012 scaglionato
• Euro 370.00 al mq fino a 120mq ad UI (unitità immobiliare)
• Euro 200,00 al mq da 120 fino a 20 mq ad UI (unità immobiliare)
• Euro 100.00 oltre ai 200mq
Quanto previsto è probabilmente ottimale per gli edifici in condominio composti da piu’ unità immobiliari ma il territorio dell’Emilia Romagna è caratterizzata da un rilevante numero di abitazioni rurali fortemente danneggiate e di rilevante superficie, generalmente non esistono abitazioni residenziali in campagna di una superficie minore di 400/500 mq.
Di conseguenza se fosse stato un condomino di 400/500mq ci sarebbero state circa 5/6 unità immobiliari mentre in campagna ci sono solo una unità residenziale con un contributo massimo notevolmente differente:
• condominio di 500.00mq di 6 appartamenti (contributo massimo 80%) Euro 185.000,00
• abitazione rurale di 500.00 mq di 1 appartamento (contributo massimo 80% Euro 90.000,00
Per quanto detto lo stesso fabbricato a parità di superfice potrà beneficiale di un contributo notevolmente diffferente, mente i lavori da eseguire saranno sicuramente uguali sennon superiori (viste le caratteristiche strutturali dei fabbricati rurali che richiedono lavori rilevanti alle strutture verticali ed agli orizzonamenti di piano);
Per quanto detto si chiede una modifica e/o un analisi attenti della situazione di cui sopra al fine di consentire l’attuazione di opere di messa in sicurezza effettive ed omogenee su tutto il patrimonio immobiliare della Regione Emilia Romangna danneggiato dal sisma del 20.05.2012 e 29.05.2012;
Certi di un vostro interessamento distinti salut
martedì 2 ottobre 2012
IL 4 OTTOBRE TUTTI A ROMA! Vieni anche tu?
IL COMITATO SISMA.12 ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA A ROMA IL 4 OTTOBRE DAL COMITATO AQUILANO 3e32!
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