lunedì 15 ottobre 2012

contributo legislativo INCOSTITUZIONALITA' ORDINANZE Dr Benatti Luigi


contributo legislativo INCOSTITUZIONALITA' ORDINANZE

Dr Benatti Luigi
-1) INCOSTITUZIONALITA’ DELL'ARTICOLO 3 deLl'ORDINANZA N.29 DEL 28 AGOSTO 2012 DEL COMMISSARIO DELEGATO DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA RIGUARDANTE I CRITERI E MODALITA' DI ASSEGNAZIONE DEI CONTRIBUTI PER LA RIPARAZIONE E IL RIPRISTINO DI EDIFICI ED UNITA IMMOBILIARI AD USO ABITATIVO DANNEGGIATI DAGLI EVENTI SISMICI DEL 20 E 29 MAGGIO 2012 E TEMPORANEAMENTE O PARZIALMENTE INAGIBILI

TALE ORDINANZA FA RIFERIMENTO LEGISLATIVO ALL'ART 5 L.24 FEBBRAIO 1992, N.225, COMMA 4 DEL ART 1 DEL DL 74/2012 CONVERTITO IN LEGGE N 122/2012

Non sussiste manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale – per violazione degli artt. 3 e 47 della costituzione italiana

Art. 3 della costituzione

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

art 47 della costituzione

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.

Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

Non sussiste manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale in particolare riguardo all'art 3 e 47 della Costituzione Italiana, riferita alla pari dignità di ogni cittadino italiano di fronte alle leggi italiane, per cui cittadini che siano nelle medesime condizioni hanno diritto ad un pari trattamento legislativo, in riferimento al suddetto art.3 dell'Ordinanza regionale riguardante la DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO CONCEDIBILE in cui al comma 1 riporta la percentuale dell'80% del costo ammissibile e riconosciuto che si riporta testualmente : "Per l'esecuzione degli interventi di riparazione e rafforzamento locale, cosi come definiti dal punto 8.4.3 delle norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14 genn 2008 , è concesso un contributo pari all'80% del costo ammissibile e riconosciuto.
Comma 2 il costo ammissibile a contributo è pari al minore importo .
il costo dell'intervento cosi come risulta dal computo metrico estimativo redatto sulla base del prezzario regionale vigente, al lordo delle spese tecniche e dell'IVA , se non recuperabile e l'importo ottenuto moltiplicando il costo convenzionale di 370 euro a metro quadro piu iva , se non recuperabile , per la superfice complessiva dell'unita immobiliare fino a 120 mq , per le superfici superiori a 120 mq e fino a 200 mq il costo convenzionale si riduce a 200 euro mq piu IVA, se non recuperabile, ed ulteriormente a 100 euro a mq piu IVA, se non recuperabile, per le superfici eccedenti i 200 mq, per superfice complessiva si intende la superfice utile dell'unita immobiliare , compresa la superfice delle pertinenze interne , piu la quota parte delle superfici comuni di spettanza . I costi convenzionali sono aumentati del 20% per gli edifici dichiarati di interesse culturale ai sensi dellart.13 e vincolati ai sensi dell'art 136 del Dlgs n42/2004 e s.m. e int. nonche individuati ai sensi dell'art 9 della L.R. 24 marzo 2000 n.20 . Gli stessi costi sono aumentati del10% per gli edifici vincolati ai sensi dell'art.142 del DLgs n 42/2004””””
Dal testo dell’ordinanza si evince che il rimborso effettuato avverrà in base alla metratura dell’edificio: sono penalizzate le metrature piu ampie poiché il rimborso per metro quadro decrementa in modo scalare all’aumentare della metratura dell’immobile.
Confrontiamo tale provvedimento a scalare con , per esempio, la fiscalità che avviene sulle proprietà immobiliari quali l’IMU. In tal caso le ampie metrature, addirittura, sono penalizzate rispetto alle piccole a causa della differente rendita catastale, per cui non si può certo asserire che da un punto di vista fiscale ed amministrativo il possesso di ampie metrature porti al cittadino vantaggi che ora potrebbe compensare con un minor rimborso per metro quadro.
In questa ordinanza applicativa avviene un ennesima penalizzazione di ampie metrature che ottengono a scalare , elevando i numero dei metri quadri, un rimborso via via minore. I cittadini che possiedono una abitazione ampia sono penalizzati fortemente rispetto a chi possiede piccole metrature e questo senza motivazione alcuna di legge.
Non necessariamente ad una piu ampia metratura corrisponde una maggior capacità di spesa e ricchezza personale e quindi una minor dipendenza dal contributo statale rispetto ai possessori di unita immobiliari di metratura inferiore ai 120 mq. E comunque, anche se fosse vera tale asserzione, ciò non giustificherebbe un trattamento penalizzante per costoro, oltretutto cittadini già gravati da maggiori oneri fiscali a causa dell’ampia metratura .
In tale dramma, quale la perdita della casa e delle unita immobiliari costituenti reddito, si è fatta una differenza sostanziale di trattamento tra cittadino e cittadino in palese violazione dell’art.3 della Costituzione e dell’art 47 della Costituzione riguardante il risparmio a fine della proprietà dell’abitazione. Non necessariamente a una grande metratura di immobile corrisponde una capacità di spesa da parte del cittadino che , potrebbe maggiormente, a causa dell’ampia metratura della propria abitazione, esser costretto a rinunciare al ripristino dell’edificio in quanto incapace di affrontare una spesa personale per lui insostenibile, impedito in questo appunto, dal minor rimborso ottenuto in base a questa ordinanza.
Ampia metratura necessita di maggior investimento e se a questo corrisponde un minor contributo, la possibilità del restauro diventa , con molte più probabilità, irrealizzabile; impedendo così, de facto, il diritto al ritorno in possesso della propria abitazione agibile e in sicurezza antisismica.
Per cui ricapitolando : trattamento discriminatorio per chi possiede unita immobiliari di ampia metratura rispetto a chi possiede metrature sotto i 120 mq e creazione di maggiori ostacoli economici (che potrebbero essere totalmente ostativi) al ripristino della propria abitazione negando di fatto un rimborso sufficiente alla piena ristrutturazione a differenza dei cittadini con metrature inferiori a 120 mq, obbligando così tali cittadini alla rinuncia della ristrutturazione della propria abitazione.
Sussiste inoltre disparità di trattamento tra cittadino e cittadino a favore di coloro che possiedono edifici di interesse culturale (art.13 e vincolati ai sensi dell’art 136 del DLgs n.42/2004) ai quali viene corrisposto il 100% del rimborso (80% + 20%).
Tale disposizione legislativa sembra implicitamente sostenere la possibilità che l’edificio di interesse storico debba essere comunque salvato e ripristinato mentre non sussista la volontà esplicita del medesimo intendimento nei confronti di tutti i restanti cittadini che, essendo proprietari di edifici privi di caratteristiche di storicità, vengono trattati in modo differente dimenticando totalmente il valore affettivo e materiale che tali edifici rappresentano per gli stessi.

venerdì 5 ottobre 2012

verso il 27 ottobre: no Monti Day


qui la piattaforma del Corteo No Monti Day del 27 ottobre a Roma:https://sites.google.com/site/nomontiday27ott2012/


L'EMILIA E' ANCORA SCOSSA, DIAMOCI UNA MOSSA!!

La situazione nel Cratere rischia di diventare esplosiva: ci sono ancora 36 mila sfollati e ormai la Protezione Civile si appresta a chiudere i campi, cominciando già a ridurre le mense. Tra le parole altisonanti del Commissario Errani e la realtà c'è un abisso incolmabile coperto dall'assenza dei media mentre il governo eroga i fondi col contagocce e l'impressione è che i pochi fondi erogati rischiano di finire in larga parte in interessi. Ormai siamo arrivati alla colpevolizzazione del più povero, perchè non può pagare un affitto o comperarsi una casetta in legno, perchè ha bisogno dei pasti e “grava” sulle istituzioni: non solo, chi non ha i soldi per coprire di tasca propria quel 20% non finanziato dallo stato, o finisce in pasto alle banche, obbligato a accendere un mutuo, o peggio ancora non ha nemmeno i requisiti per ottenere il contributo di ricostruzione. Il terremoto è stato trasformato in un terremoto di classe.
Un mare di burocrazia (50 ordinanze, 90 decreti), in cui è estremamente difficile orientarsi, ci sta sommergendo ed è chiaro che è in atto un processo decisionale che non ci coinvolge e ci fa franare sulla testa decisioni incomprensibili e inadatte alla situazione . Tocca a noi organizzarci!!
Dobbiamo smettere di essere soggettivi passivi e diventare protagonisti delle nostre vite, perchè la situazione attuale e la ricostruzione possano seguire linee davvero adatte ai bisogni delle persone e non incentrate sulla speculazione e il profitto.

Dobbiamo tutti insieme, singoli, comitati, associazioni, sindaci portare precise rivendicazioni, pretendere che tutti siano messi nella condizione di ricostruire la propria casa e avere una vita degna. Questo è lo spirito che ha portato alla creazione del Comitato Sisma.12, i cui tecnici hanno elaborato anche progetti di moduli abitativi temporanei a bassissimo costo e stanno preparando soluzioni per la ricostruzione eco-compatibili e al minor costo possibile, per passare dalle parole ai fatti.
Organizziamoci per pretendere:
- Una legge quadro per il terremoto di Maggio che, come è successo anche per altre catastrofi naturali già avvenute in Italia, copra al 100% i danni del terremoto
- Che i Cas (contributi di autonoma sistemazione) siano puntuali
- Che i moduli abitativi arrivino il prima possibile, che siano vivibili, che siano numericamente sufficienti
- Che sia impedito ai palazzinari di speculare sui prezzi degli affitti sfruttando la tragicità della situazione attuale e riducendo il più possibile lo spostamento di chi ha una casa inagibile dalla zona di residenza
- Strutture scolastiche degne di questo nome, non tendoni o cantieri aperti e un calendario e orari scolastici che vadano incontro alle esigenze delle famiglie
- Luoghi di lavoro sicuri e che le aziende non delocalizzino la produzione. Occorrono soluzioni serie al problema della disoccupazione dilagante
- Che la ricostruzione non diventi un banchetto per gli speculatori, finanziari e del cemento
- Che la Commissione Grandi Rischi non passi sotto il controllo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cosa che comporterebbe un filtro politico e non tecnico alle modalità di prevenzione delle catastrofi
Solo l'unione e la propositività, pratica e politica, possono permetterci di affrontare questa situazione in maniere tale da non rimanere schiacciati dagli interessi di pochi. Non ci occorrono ne il Gas né la Cispadana, ma fondi, case e lavoro.

Per questi motivi, per le evidenti responsabilità del Governo Monti e per la sua collusione con le banche, in reazione allo smantellamento dei diritti dei cittadini, compresi quelli dei terremotati nonostante la tragicità della situazione e per le responsabilità del Commissario Errani. il Comitato Sisma.12 propone a tutti i Comitati nati sulla scia del terremoto e anche ai singoli cittadini di aderire alla manifestazione nazionale“ No Monti Day” che si terrà a Roma il 27 ottobre.
Discutiamone assieme Lunedì 8 Ottobre, alle ore 21, presso la Sala Polivalente Bastia di San Possidonio (via 4 novembre)
RICOSTRUIAMO LA BASSA DAL BASSO!
COMITATO SISMA.12


sismapuntododici.blogspot.com

                                           

giovedì 4 ottobre 2012

MERCOLEDI' 7 NOVEMBRE ORE 20 E 30 INCONTRO PUBBLICO DEL COMITATO SISMA.12



GIU' LE MANI DALLE NOSTRE CASE!
100% PER LA RICOSTRUZIONE IN EMILIA E OVUNQUE

Le rare volte che i mass media parlano dell'Emilia raccontano di una regione in cui i laboriosi emiliani ce l'hanno fatta da sé: scuole avviate, aziende e negozi riaperti, moduli abitativi in arrivo.
Ci piacerebbe fosse così: la realtà è che in Emilia non c'è proprio niente di risolto.
I tempi “amministrativo/legali” dell'emergenza sono sempre più distanti dalla situazione reale.
Alcune grandi imprese delocalizzano dopo che i loro capannoni sono crollati come castelli di carte, le piccole imprese non riescono a ripartire e mettono in cassa integrazione i lavoratori,
le scuole, sono partite “puntualmente” il 17 di settembre sotto tensostrutture o in alberghi affittati e pizzerie prestate alla comunità in attesa dei moduli scolastici, per lo più pronti dopo il 20 di ottobre ,i campi della protezione civile chiudono spostando le persone a vivere fino a 80 /90 km dai luoghi dove lavorano o studiano mentre le case sfitte sono poche e in parte in mano a palazzinari che le tengono vuote in attesa in attesa di non si sa cosa (forse della possibilità di rincarare gli affitti?): ecco la realtà emiliana.
I soldi non ci sono, dicono:
il contributo per la ricostruzione da un 80% virtuale si trasforma in una percentuale prossima tra il 50 e il 60% , cosa che obbliga le famiglie meno abbienti a rassegnarsi ad essere consegnati, se non riescono a mettere la differenza, in mano alle banche, accendendo mutui, oppure, se non hanno le garanzie che richiedono le banche, a rinunciare alla ricostruzione. Nel frattempo si spendono 40 euro al giorno a persona solo per pernottamento e colazione, per mantenere in albergo famiglie senza casa perchè Errani, costretto dalla realtà, ha dovuto rinunciare in ritardo alla sua linea oltranzista anti container: così i moduli abitativi (70.000 euro l'uno: la speculazione è già cominciata e rischia di mangiarci vivi) arriveranno solo fine dicembre o gennaio, forse addirittura a febbraio.
Tutto questo però non impedisce di sprecare
i soldi per costruire la solita infrastruttura dannosa e costosissima come la Cispadana a cui tra l'altro saranno destinate le macerie del terremoto, fonti preziose di materiale di recupero per abbassare i costi della ricostruzione. NOI NON CI STIAMO!
A chi vuole trasformare questo terremoto in un' occasione di spopolamento del territorio attraverso leggi e ordinanze che impediscono ai meno abbienti di ricostruire, a chi vuole trasformare questa tragedia in uno strumento di selezione di classe noi rispondiamo che siamo intenzionati a rimboccarci le maniche non solo per lavorare, ma anche per pretendere ciò che ci spetta:
  • 100%
    Vogliamo l’indennizzo al 100% per tutti (anche per le case “A”), che le risorse dello Stato siano certe e che venga semplificata la burocrazia per accedere ai contributi
  • TASSEVogliamo l’esenzione delle tasse per 3 anni, come a L’Aquila, per far ripartire le aziende e dare respiro ai cittadini
  • CASAVogliamo che vengano fatti tutti gli sforzi per reperire le case sfitte, che vengano fatte azioni incisive per contenere gli affitti e che ci siano garanzie per i tempi e i numeri dei moduli abitativi
  • TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE
    vogliamo che la ricostruzione avvenga in maniera trasparente e partecipata, secondo le esigenze delle persone e non degli squali delle banche e delle grandi imprese e cooperative edilizie
  • LAVORO
    pretendiamo luoghi di lavoro sicuri, che lo Stato e la Regione, invece di strozzinarci, impediscano le delocalizzazioni e attuino misure serie contro la disoccupazione dilagante
sismapuntododici.blogspot.com

Comunicato stampa: perchè la ricostruzione in Emilia non merita una copertura al 100% dei danni?


Tutto va ben Madama la Marchesa?
Abbiamo atteso il comunicato stampa della giunta di Carpi (n° 230 del 26/9/2012) prima di
esprimerci sul risultato della prima seduta del Consiglio Comunale della città.
Francamente non volevamo credere che, rispetto all'ordine del giorno presentato da Lorenzo Paluan
(Carpi a 5 Stelle-Prc) che domandava al Consiglio comunale di richiedere a Governo e Parlamento
di finanziare il fondo per la ricostruzione dandogli priorità rispetto ad altri capitoli di spesa e di
richiedere la copertura del 100% dei danni provocati dal terremoto, tutti i consiglieri degli altri
gruppi si fossero astenuti o avessero votato contro.
“ A 4 mesi dal sisma sono stati fatti passi avanti, non sufficienti – ha motivato il Sindaco
Campedelli – ma sono stati fatti”.
Forse Campedelli si riferiva al CAS (contributo di autonoma Sistemazione) che non è ancora
arrivato, o al susseguirsi di ordinanze fumose e farraginose dalle quali l'unica cosa certa che emerge
è che il contributo del'80% sui costi della ricostruzione sarà solo teorico, o al fatto che la
ricostruzione degli edifici pubblici, ad oggi, è iniziata solo grazie alle donazioni dei privati, o ai
moduli per la sistemazione provvisoria che arriveranno, forse, a Natale mentre non si sa dove poter
alloggiare tutte le persone che attualmente vivono ancora in tenda?
A 4 mesi dal sisma pensiamo sia giunto il momento che gli amministratori locali dicano
chiaramente se la loro priorità è “non disturbare il manovratore “ Monti o la salvaguardia del
presente e del futuro dei territori devastati dal terremoto e dei cittadini che, ancora, li abitano.


Comitato Sisma.12 - ricostruire la bassa dal basso

mercoledì 3 ottobre 2012

La bufala dell'ordinanza n°29

Pubblichiamo il testo di una lettera inviata al Commissario Errani dai tenici dell'impresa Origami Costruzioni Vicenza, alla quale non è ovviamente seguita una risposta.
Spiega infatti in maniera chiara perchè l'ordinanza numero 29 è del tutto inadatta ad una zona rurale come l'Emilia. 



Oggetto: Richiesta modifica e valutazione contributo ai sensi dell’OCD n. 29 del 28/08/2012 del presidente Errani in qualità di Commissario delegato: “Criteri e modalità di assegnazione di contributi per la riparazione e il ripristino immediato di edifici ed unità immobiliari ad uso abitativo danneggiati dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 e temporaneamente e parzialmente inagibili “

L’ordinanza in oggetto n. 29/2012 prevede per gli edifici con esito “B” e “C” da parte delle squadre AEDES un contributo massimo nella misura dell’80% del costo di riparazione danni e rafforzamento locale e comunque fino ad un tetto massimo parametrico di Euro 370.00 al mq .
Tale contributo è cosi nell’ordinanza n. 29/2012 scaglionato
• Euro 370.00 al mq fino a 120mq ad UI (unitità immobiliare)
• Euro 200,00 al mq da 120 fino a 20 mq ad UI (unità immobiliare)
• Euro 100.00 oltre ai 200mq
Quanto previsto è probabilmente ottimale per gli edifici in condominio composti da piu’ unità immobiliari ma il territorio dell’Emilia Romagna è caratterizzata da un rilevante numero di abitazioni rurali fortemente danneggiate e di rilevante superficie, generalmente non esistono abitazioni residenziali in campagna di una superficie minore di 400/500 mq.
Di conseguenza se fosse stato un condomino di 400/500mq ci sarebbero state circa 5/6 unità immobiliari mentre in campagna ci sono solo una unità residenziale con un contributo massimo notevolmente differente:
• condominio di 500.00mq di 6 appartamenti (contributo massimo 80%) Euro 185.000,00
• abitazione rurale di 500.00 mq di 1 appartamento (contributo massimo 80% Euro 90.000,00
Per quanto detto lo stesso fabbricato a parità di superfice potrà beneficiale di un contributo notevolmente diffferente, mente i lavori da eseguire saranno sicuramente uguali sennon superiori (viste le caratteristiche strutturali dei fabbricati rurali che richiedono lavori rilevanti alle strutture verticali ed agli orizzonamenti di piano);
Per quanto detto si chiede una modifica e/o un analisi attenti della situazione di cui sopra al fine di consentire l’attuazione di opere di messa in sicurezza effettive ed omogenee su tutto il patrimonio immobiliare della Regione Emilia Romangna danneggiato dal sisma del 20.05.2012 e 29.05.2012;
Certi di un vostro interessamento distinti salut


martedì 2 ottobre 2012

IL 4 OTTOBRE TUTTI A ROMA! Vieni anche tu?


IL COMITATO SISMA.12 ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA A ROMA IL 4 OTTOBRE DAL COMITATO AQUILANO 3e32!