Giovedì 7 febbraio
Confidiamo che l'incontro avuto ieri con gli assessori regionali Muzzarelli e Gazzolo, coadiuvati da alcuni tecnici della Struttura Commissariale, segni concretamente il punto di partenza di una nuova fase della ricostruzione del territorio emiliano provato dalle scosse del 20 e 29 maggio 2012: quella del coinvolgimento della popolazione, come parte attiva del processo decisionale, attraverso un tavolo di confronto che vada ad affrontare le criticità emerse in questi 8 mesi.
L'incontro ha evidenziato una ovvia distanza delle parti rispetto al giudizio sull'attuale impianto normativo nel suo complesso, ma anche la novità della disponibilità della Regione a voler “guardarci dentro “ insieme.
Nei primi giorni della prossima settimana, per dare concretezza a questo nuovo spirito collaborativo, presenteremo un primo gruppo delle problematiche che riteniamo debbano essere affrontate, con anche una proposta di calendarizzazione.
Stesso clima collaborativo abbiamo riscontrato nel pomeriggio, a Medolla, in un ulteriore confronto con altri tecnici della struttura commissariale e, in rappresentanza dell'Unione dei Comuni Area Nord, i Sindaci di Medolla, Camposanto e San Felice.
Comitato SISMA.12
ricostruire la Bassa dal basso
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domenica 10 febbraio 2013
domenica 27 gennaio 2013
REPORT dell'assemblea dei terremotati di sisma.12 del 26 Gennaio a Medolla
Medolla
26 Gennaio assemblea dei terremotati di sisma.12
Undicesima assemblea del comitato, la prima dopo l’annuncio di Errani che il governo ci aveva riconosciuto il 100%,cioè la copertura integrale dei costi di ricostruzione e non più l’odioso 80%partorito nelle ordinaze del commissario.
L’assemblea ha evidenziato che:
1-l’emendamendo passato al senato e poi alla camera non è altro che una dichiarazione di intendi,quindi nulla di definito e tangibile
2-ad oggi le uniche ordinanze in vigore sono quelle che ci riconoscono solo l’80% rimane quindi l’ostativa del 20%.della serie chi non ha il 20% in anticipo non può accedere al contributo
3-le nuove ordinanze promesse pubblicamente da Errani non sono ancora uscite
4-i termini entro cui presentare la richiesta del contributo non sono congrui
5- le banche ancora non accettono richieste di contributo in quando sembra non ci siano ancora garanzie dallo stato.Quindi ancora niente soldi(Errani prima di Natale ci ha garantito:il 10 gennaio saranno disponibili i soldi)promesse del presidente ancora disattese dalla realtà.
L’assemblea
ha deciso per votazione unanime di inviare una lettera aperta la commissario e alla stampa dove chiediamo che entro 10gg ci sia una ordinanza che rimuova la dicitura80% e la sostituisca con INTEGRALMENTE che significa 100%.
L’assemblea Ha inoltra indetto una manifestazione dei terremotati a Bologna una settimana prima delle elezioni,Manifestazione che ha lo scopo di riportare i bisogni dei terremotati all’attenzione del paese e del commissario Errani. E qualora la lettera aperta non abbia stimolato il commissario porteremmo le richieste di cui sopra personalmente in Regione.
Comitato Sisma.12
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COMUNICATO STAMPA: sul 100%
Apprendiamo con soddisfazione, e sorpresa, la notizia del voto in Senato che porta al 100% il rimborso dei costi di ricostruzione per le prime case danneggiate dal sisma.
Soddisfazione perchè vediamo confermato che non siamo fuori dalla realtà, come qualcuno ha sostenuto nei mesi passati quando rivendicavamo il 100% come primo passo verso una ricostruzione efficace. Sorpresa in quanto quelli che, in questi mesi, hanno teorizzato l’80% come traguardo massimo ottenibile, ora affermino che per ricostruire serve il 100%, contraddicendo tutti i proclami fatti che parlavano di una ricostruzione veloce, di una macchina operativa perfetta e di risorse certe e sufficienti.
Certo il primo pensiero è che siamo in campagna elettorale, momento in cui, a caccia di voti, si fanno promesse di ogni tipo.
Per cui riteniamo che questo iter parlamentare debba essere concretizzato al più presto (con anche il passaggio alla Camera prima del termine della legislatura) in modo da dissipare tutti i dubbi derivanti da mesi di promesse non mantenute e dichiarazioni d’intenti cadute nel vuoto.
Il voto del Senato rappresenta comunque una svolta concettuale importante; rimane irrisolto il problema della insufficienza dei fondi a disposizione e, a questo punto, la incongruenza con molte delle ordinanze regionali, impostate sul sistema del rimborso all'80% .Quindi la battaglia non è ancora finita, dobbiamo ancora fare un ultimo sforzo per concretizzare le richieste fatte in questi mesi (quando eravamo gli unici a parlare di 100%) e far sì che la ricostruzione possa effettivamente partire.
DOMANI ALLE 16.30 AL PALAZZETTO IN OCCASIONE DELLA VISITA DI MONTI A MIRANDOLA E POI IL 15 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE IN REGIONE
Comitato SISMA.12 - Ricostruire la Bassa dal basso
Soddisfazione perchè vediamo confermato che non siamo fuori dalla realtà, come qualcuno ha sostenuto nei mesi passati quando rivendicavamo il 100% come primo passo verso una ricostruzione efficace. Sorpresa in quanto quelli che, in questi mesi, hanno teorizzato l’80% come traguardo massimo ottenibile, ora affermino che per ricostruire serve il 100%, contraddicendo tutti i proclami fatti che parlavano di una ricostruzione veloce, di una macchina operativa perfetta e di risorse certe e sufficienti.
Certo il primo pensiero è che siamo in campagna elettorale, momento in cui, a caccia di voti, si fanno promesse di ogni tipo.
Per cui riteniamo che questo iter parlamentare debba essere concretizzato al più presto (con anche il passaggio alla Camera prima del termine della legislatura) in modo da dissipare tutti i dubbi derivanti da mesi di promesse non mantenute e dichiarazioni d’intenti cadute nel vuoto.
Il voto del Senato rappresenta comunque una svolta concettuale importante; rimane irrisolto il problema della insufficienza dei fondi a disposizione e, a questo punto, la incongruenza con molte delle ordinanze regionali, impostate sul sistema del rimborso all'80% .Quindi la battaglia non è ancora finita, dobbiamo ancora fare un ultimo sforzo per concretizzare le richieste fatte in questi mesi (quando eravamo gli unici a parlare di 100%) e far sì che la ricostruzione possa effettivamente partire.
DOMANI ALLE 16.30 AL PALAZZETTO IN OCCASIONE DELLA VISITA DI MONTI A MIRANDOLA E POI IL 15 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE IN REGIONE
Comitato SISMA.12 - Ricostruire la Bassa dal basso
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giovedì 17 gennaio 2013
domenica 6 gennaio 2013
Dopo il corteo del 24 Novembre, finalmente anche i sindaci ricordano ad Errani che non va tutto bene!
Il
fronte Errani perde pezzi. Sono lontani i tempi in cui Errani
affermava, riscuotendo un discreto successo, che l'aver ottenuto una
contribuzione FINO all'80% per la ricostruzione degli edifici
danneggiati dal terremoto, era una grande vittoria.
Il fronte perde pezzi forse perchè i Sindaci, più a contatto coi cittadini che con le segreterie regionali e nazionali di Pd e Pdl e poco interessati a difendere senza se e senza ma l'operato del governo Monti, si sono resi conto che i Comuni sono impossibilitati a fare fronte sia all'emergenza di dare un tetto nel breve periodo a chi non ha più una casa, ma soprattutto a ricostruire, strangolati dal patto di stabilità e dai tagli e di fronte alla necessità di fare fronte alle numerosissime famiglie che quel 20% di differenza non possono assolutamente permetterselo.
La pomposa e trionfante propaganda di Errani si sta dimostrando sempre di più, anche grazie ad opera di Sindaci e cittadini che hanno deciso di squarciare il velo di falsità, faziosità e mistificazione , una gigantesca costruzione mediatica.
Il sindaco di Finale Emilia concludeva così, poco tempo fa, un potentissimo comunicato stampa:
“La svolta deve essere epocale o noi non saremo più in grado di tenere, non potremo più essere rappresentanti di un Stato che non si accorge di queste cose, di uno Stato che costringe noi sindaci a dover scendere in piazza e minacciare di togliersi quella fascia tricolore che tanto amiamo e che rappresenta la nostra comunità. Una comunità che ha solo bisogno di risposte semplici, precise e spesso logiche. Non di regali ne di elemosina” dopo aver affermato che il Comune di Finale, chiede, anzi URLA al Governo di ridurre il livello delle tasse dopo aver preso atto della difficoltà dei Comuni di erogare servizi.
Poco dopo gli ha fatto eco il sindaco di Bondeno e poi il sindaco di Novi con uscite pubbliche e interviste tutte dello stesso tono.
Il fronte perde pezzi forse perchè i Sindaci, più a contatto coi cittadini che con le segreterie regionali e nazionali di Pd e Pdl e poco interessati a difendere senza se e senza ma l'operato del governo Monti, si sono resi conto che i Comuni sono impossibilitati a fare fronte sia all'emergenza di dare un tetto nel breve periodo a chi non ha più una casa, ma soprattutto a ricostruire, strangolati dal patto di stabilità e dai tagli e di fronte alla necessità di fare fronte alle numerosissime famiglie che quel 20% di differenza non possono assolutamente permetterselo.
La pomposa e trionfante propaganda di Errani si sta dimostrando sempre di più, anche grazie ad opera di Sindaci e cittadini che hanno deciso di squarciare il velo di falsità, faziosità e mistificazione , una gigantesca costruzione mediatica.
Il sindaco di Finale Emilia concludeva così, poco tempo fa, un potentissimo comunicato stampa:
“La svolta deve essere epocale o noi non saremo più in grado di tenere, non potremo più essere rappresentanti di un Stato che non si accorge di queste cose, di uno Stato che costringe noi sindaci a dover scendere in piazza e minacciare di togliersi quella fascia tricolore che tanto amiamo e che rappresenta la nostra comunità. Una comunità che ha solo bisogno di risposte semplici, precise e spesso logiche. Non di regali ne di elemosina” dopo aver affermato che il Comune di Finale, chiede, anzi URLA al Governo di ridurre il livello delle tasse dopo aver preso atto della difficoltà dei Comuni di erogare servizi.
Poco dopo gli ha fatto eco il sindaco di Bondeno e poi il sindaco di Novi con uscite pubbliche e interviste tutte dello stesso tono.
I Sindaci hanno sicuramente esitato, ma non hanno potuto e non potranno
ignorare le 1200 persone scese in piazza in 24 Novembre a Mirandola
per chiedere il 100% per la ricostruzione e un processo decisionale
trasparente e veramente partecipativo,né tantomeno il crescente
livello di malcontento che si sta diffondendo. Forse tutto questo
poteva essere evitato, a noi e ora ai Sindaci, se si fosse deciso fin
da subito di collaborare direttamente coi cittadini, di ascoltarli,
di ragionare e avviare insieme un piano di ricostruzione declinato in
base alle reali esigenze della popolazione e non a quelle delle
banche o di qualche speculatore e neppure in base al “buon senso”
di qualche burocrate che non ha idea di quali siano i problemi reali.
Il “noi l'avevamo detto” fin dall'inizio è antipatico sicuramente, ma qui ci sta tutto, anche se non ci interessa prenderci il merito di nulla, ma che si avvii semplicemente un serio, trasparente, partecipato processo di ricostruzione che garantisca A TUTTI, come dice la nostra Costituzione, un tetto sulla testa. Ci piace pensare che i nostri primi cittadini siano in buona fede e non che stiano semplicemente avviando la campagna elettorale e ci piace immaginarci un fronte compatto di cittadini e sindaci che va a battere alla porta di Errani e del Parlamento per ricordare loro che, in teoria, devono rappresentare noi e i nostri problemi e non le banche e gli speculatori. Noi ci stiamo già muovendo da tempo, ora i Sindaci, dai comunicati, passino ai fatti. La regione ha preso un chiaro impegno con noi: ricordiamo loro, compatti e determinati, che nemmeno un terremotato deve rimanere senza casa.
Il “noi l'avevamo detto” fin dall'inizio è antipatico sicuramente, ma qui ci sta tutto, anche se non ci interessa prenderci il merito di nulla, ma che si avvii semplicemente un serio, trasparente, partecipato processo di ricostruzione che garantisca A TUTTI, come dice la nostra Costituzione, un tetto sulla testa. Ci piace pensare che i nostri primi cittadini siano in buona fede e non che stiano semplicemente avviando la campagna elettorale e ci piace immaginarci un fronte compatto di cittadini e sindaci che va a battere alla porta di Errani e del Parlamento per ricordare loro che, in teoria, devono rappresentare noi e i nostri problemi e non le banche e gli speculatori. Noi ci stiamo già muovendo da tempo, ora i Sindaci, dai comunicati, passino ai fatti. La regione ha preso un chiaro impegno con noi: ricordiamo loro, compatti e determinati, che nemmeno un terremotato deve rimanere senza casa.
venerdì 14 dicembre 2012
Pretendiamo un processo decisionale trasparente e partecipato!!
Eh già, per progettare il nostro futuro bisogna essere preparati, conoscere la materia, e a tal proposito, di recente, per evitare di distrarsi dal progettare il nostro futuro, gli organizzatori di un convegno sulla ricostruzione a Modena che ha visto la partecipazione anche di Errani, della Camusso e di Confindustria, hanno impedito l'ingresso alla sala al Comitato Sisma.12, nonostante si richiedesse solo un confronto.
E oggi veniamo a sapere, e per vie traverse, che in Regione hanno deciso di approvare una legge riguardante la ricostruzione entro la fine dell'anno. Di questo processo decisionale non sapevamo nulla né noi né larga parte della base dei partiti che siedono nel Consiglio Regionale, di maggioranza e di opposizione. Un progetto di legge che di fatto riconferma tutte le direttive emanate dal governo sulle linee guida della ricostruzione, dal finanziamento fino all'80% alla riconferma del contributo anziché dell'indennizzo. Un progetto di legge che presenta carenze strutturali fin dall'elencazione degli scopi: non pone infatti, tra le finalità, quello di garantire il diritto alla ricostruzione anche per chi non ha soldi e che, anzi, introduce, contro i soggetti più deboli, la possibilità di perdita del contributo e perfino della casa.
Avevamo auspicato già in molti nostri
comunicati che si potesse avviare un processo di ricostruzione
partecipato e democratico, aperto alle osservazioni della
cittadinanza e declinato rispetto ai bisogni reali della popolazione
terremotata. Oggi ci troviamo invece a domandarci a che gioco stanno
giocando i partiti e a chiederci se vale ancora, o no, quella
elementare norma democratica che vuole i consiglieri regionali
investiti di una responsabilità di rappresentanza dei cittadini, e
quindi di una certa permeabilità a proposte e miglioramenti, o se
invece ormai i consiglieri siano responsabili solo di fronte alle
linee guida nazionali dei propri partiti e agli interessi delle
banche. Come avremmo fatto, infatti, a organizzarci per progettare e
proporre emendamenti alla legge attraverso i canali istituzionali di
protesta, senza sapere neppure dell'esistenza della legge in
discussione? E visti i tempi di approvazione siamo costretti a fare
le corse: a questo ci ha ridotto un processo decisionale del tutto
opaco.
Visto
che il problema siamo noi e le nostre case, riteniamo che non abbia
nessun senso continuare a vederci come un' ostativa al disegno di
ricostruzione: ce ne duole, noi non vorremo importunarli, ma
purtroppo c'è capitato di essere terremotati e ,che sfiga, pure
Emiliani. Certo sarebbe meglio seguire le loro indicazioni, andare
via da qui e o regalare tutto alle banche.Le banche? Perchè tiriamo in ballo le banche che fanno tanto bene alla politica?
Siamo sempre i soliti guastafeste!!
Il piano per la ricostruzione è chiaro:deve garantire degli utili ma a chi? Guarda caso proprio alle banche, che se mai sarà messo a punto il protocollo di recupero di imposta, presteranno i soldi della cassa recupero e prestiti allo stato a tasso da usura, e alle mafie, visto che sono poche le imprese che hanno i mezzi per ottenere il Soa e che possono permettersi di aspettare anni e anni per avere i lavori pagati, vista la lentezza che si sta dimostrando nel far girare i fondi.
E i terremotati ? Non si spiegano, Errani e Co, come mai abbiamo tutta questa voglia di "disturbali" con le nostre lamentele, mentre loro si occupano di PROGETTARE IL FUTURO DOPO IL TERREMOTO , per le banche alla faccia nostra.
Certo non ci fossero i terremotati sarebbe proprio una grande occasione per l’Emilia! Come dice Errani "Dalla ricostruzione usciremo più forti”, perchè i terremotati costano e tolgono spazio a gas e autostrade, ghiotte occasioni di profitto.
Effettivamente, visto che la deportazione è troppo costosa e ci sono vincolo di bilancio in Costituzione e Fiscal Compact da rispettare, forse è meno oneroso esasperarci prendendoci per FAME?
Perchè se così non fosse, se davvero interessano i terremotati e non il profitto, come mai devono decidere altri sulle nostre teste? Come mai non ci fanno partecipare attivamente alla costruzione della ricostruzione?
Speriamo che, con questo testo, invece di suscitare una levata di scudi, si riesca ad attivare un percorso virtuoso di democrazia attiva, trasparente e partecipata e chiediamo a quei pochi partiti che si sono dichiarati davvero vicini ai bisogni dei terremotati di dare seguito pratico alle dichiarazioni avviando un percorso condiviso con la cittadinanza di modifica del testo di legge sulla ricostruzione e di segnalarci sempre, d'ora in poi, ogni iniziativa legislativa, schierandosi chiaramente contro questa totale esclusione dei terremotati da ogni possibilità di partecipazione.
Le aule decisionali sono luoghi di rappresentanza, non luoghi chiusi di potere!
Comitato sisma.12
INVITIAMO TUTTI A NON MANCARE, IL 18 DICEMBRE, A BOLOGNA, giorno in cui discuteranno la legge
https://www.facebook.com/events/569891193028020/?ref=notif¬if_t=plan_user_invited
mercoledì 5 dicembre 2012
giovedì 22 novembre 2012
preparando il corteo del 24: ecco chi abbiamo invitato
Noi li abbiamo invitati ad aderire e partecipare perchè crediamo che i problemi di questa ricostruzione siano comuni a tutti i cittadini e di tutto il territorio, quindi anche delle Associazioni di Categoria, dei Partiti e degli Amministratori Pubblici.
Una vicinanza , anche fisica, ai cittadini del cratere sismico rappresenterebbe un segnale degno di apprezzamento.
Sotto le lettere di invito ai Sindaci del cratere, alle associazioni di categoria, ai partiti e ai sindacati

Una vicinanza , anche fisica, ai cittadini del cratere sismico rappresenterebbe un segnale degno di apprezzamento.
Sotto le lettere di invito ai Sindaci del cratere, alle associazioni di categoria, ai partiti e ai sindacati

martedì 13 novembre 2012
ASSEMBLEA PUBBLICA, giovedi 15 novembre ore 20 e 30
Il numero uno del Parlamento Europeo, il tedesco Martin Schultz ha affermato che i governi che stanno speculando sulle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia per innescare un probabile meccanismo di “do ut des” in quel di Bruxelles, dovrebbero vergognarsi.
E, in effetti, il balletto messo in piedi da Germania, Olanda, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna, in merito ai 670 milioni di finanziamento per la ricostruzione post terremoto, è indegno, e giustamente, in Italia, sono insorti partiti, giornali ed opinione pubblica.
Peccato che la canea conseguente abbia fatto passare totalmente sotto silenzio il fatto che un altro governo (quello insediato a Roma) abbia addirittura posto la fiducia in parlamento per negare alle popolazioni terremotate di poter posticipare il pagamento delle imposte a giugno 2013.
Non viene da chiedersi quale sia comportamento più vergognoso?
E, in effetti, il balletto messo in piedi da Germania, Olanda, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna, in merito ai 670 milioni di finanziamento per la ricostruzione post terremoto, è indegno, e giustamente, in Italia, sono insorti partiti, giornali ed opinione pubblica.
Peccato che la canea conseguente abbia fatto passare totalmente sotto silenzio il fatto che un altro governo (quello insediato a Roma) abbia addirittura posto la fiducia in parlamento per negare alle popolazioni terremotate di poter posticipare il pagamento delle imposte a giugno 2013.
Non viene da chiedersi quale sia comportamento più vergognoso?
PERCHÈ SCENDERE IN PIAZZA, A MIRANDOLA, IL GIORNO 24 NOVEMBRE
Perchè il governo Monti, nella sua ossessione ragionieristica dei “conti a posto”, pretende di gestire l'Italia come fosse un condominio.
Col Decreto - Legge 15 Maggio 2012, n°59 (quello sul riordino della protezione civile) il governo si chiama fuori, d'ora in avanti, dalle conseguenze provocate da una qualunque calamità naturale (terremoti, alluvioni, frane, esondazioni) e ne scarica i costi sui privati cittadini. Questo senza nel contempo prevedere, ad esempio, una adeguata normativa che regolamenti la salvaguardia idrogeologica del territorio.
Questo DL lo stanno sperimentando sulla nostra pelle.
Oggi. In Emilia.
E da esso dipendono, in larga parte, le attuali carenze sulla gestione dell'emergenza post terremoto e deriveranno le difficoltà di tanti per poter ricostruire la propria casa, e la propria vita, in modo decente.
Se tutto questo passerà senza colpo ferire avremo perso un altro pezzetto del nostro essere cittadini (individui con dei diritti oltre che dei doveri) e saremo diventati un po' più servi.
E' importante, quindi, dire chiaramente che noi non ci stiamo ad essere trattati così.
Ed è importante dirlo forte.
NE PARLIAMO ASSIEME GIOVEDI 15 NOV A MIRANDOLA ,
presso CENTRO ANZIANI – VIA MAZZONE 2 – ore 20.30
presso CENTRO ANZIANI – VIA MAZZONE 2 – ore 20.30
lunedì 12 novembre 2012
EMERGENZA POST TERREMOTO: come (non) ottenere i contributi per la ricostruzione
Pubblichiamo l'intervista rilasciata dal Commercialista Bergonzini sulla questione dei contributi per la ricostruzione. Ringraziamo il Comitato Popolare Mirandolese per il video.
intervista rilasciata il 25/10
intervista rilasciata il 25/10
Rimandiamo anche a questo nostro post:
http://sismapuntododici.blogspot.it/2012/10/emergenza-terremoto-contributi-in.html
http://sismapuntododici.blogspot.it/2012/10/emergenza-terremoto-contributi-in.html
giovedì 8 novembre 2012
[GIU' LE MANI DALLE NOSTRE CASE! 100% PER LA RICOSTRUZIONE!] scendiamo in strada! Sabato 24 Novembre, Mirandola
Le rare volte che i mass media parlano dell'Emilia raccontano di una regione in cui i laboriosi emiliani ce l'hanno fatta da sé: scuole avviate, aziende e negozi riaperti, moduli abitativi in arrivo.
Ci piacerebbe fosse così: la realtà è che in Emilia non c'è proprio niente di risolto. I tempi “amministrativo/legali” dell'emergenza sono sempre più distanti dalla situazione reale.
Alcune grandi imprese delocalizzano dopo che i loro capannoni sono crollati come castelli di carte, le piccole imprese non riescono a ripartire e mettono in cassa integrazione i lavoratori, le scuole, sono partite “puntualmente” il 17 di settembre sotto tensostrutture o in alberghi affittati e pizzerie prestate alla comunità in attesa dei moduli scolastici, per lo più pronti dopo il 20 di ottobre ,i campi della protezione civile chiudono spostando le persone a vivere fino a 80 /90 km dai luoghi dove lavorano o studiano mentre le case sfitte sono poche e in parte in mano a palazzinari che le tengono vuote in attesa in attesa di non si sa cosa (forse della possibilità di rincarare gli affitti?): ecco la realtà emiliana.
I soldi non ci sono, dicono: il contributo per la ricostruzione da un 80% virtuale si trasforma in una percentuale prossima tra il 50 e il 60% , cosa che obbliga le famiglie meno abbienti a rassegnarsi ad essere consegnati, se non riescono a mettere la differenza, in mano alle banche, accendendo mutui, oppure, se non hanno le garanzie che richiedono le banche, a rinunciare alla ricostruzione. Nel frattempo si spendono 40 euro al giorno a persona solo per pernottamento e colazione, per mantenere in albergo famiglie senza casa perchè Errani, costretto dalla realtà, ha dovuto rinunciare in ritardo alla sua linea oltranzista anti container: così i moduli abitativi (70.000 euro l'uno: la speculazione è già cominciata e rischia di mangiarci vivi) arriveranno solo fine dicembre o gennaio, forse addirittura a febbraio.
Tutto questo però non impedisce di sprecare i soldi per costruire la solita infrastruttura dannosa e costosissima come la Cispadana a cui tra l'altro saranno destinate le macerie del terremoto, fonti preziose di materiale di recupero per abbassare i costi della ricostruzione.NOI NON CI STIAMO!
A chi vuole trasformare questo terremoto in un' occasione di spopolamento del territorio attraverso leggi e ordinanze che impediscono ai meno abbienti di ricostruire, a chi vuole trasformare questa tragedia in uno strumento di selezione di classe noi rispondiamo che siamo intenzionati a rimboccarci le maniche non solo per lavorare, ma anche per pretendere ciò che ci spetta.
SABATO 24 NOVEMBRE, ORE 15, PIAZZA COSTITUENTE, MIRANDOLA
SCENDIAMO IN STRADA!!
Parlano di noi:
Gazzetta di Modena:
http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2012/11/09/news/i-cittadini-scendono-in-piazza-a-mirandola-1.5998064
Gazzetta di Modena:
http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2012/11/09/news/i-cittadini-scendono-in-piazza-a-mirandola-1.5998064
lunedì 5 novembre 2012
EMERGENZA POST TERREMOTO Lo Stato non concede sconti ai terremotati e pretende le tasse sul sisma
Quando
si pensa all’insufficienza dei fondi messi a disposizione per il
sisma che ha colpito la bassa modenese ed i territori limitrofi, non
ci si aspetta che lo Stato con una mano dia e l’altra tolga, né
tantomeno che nasconda provvedimenti tesi all’implacabile
riscossione delle imposte spacciandoli per agevolazioni. Vediamo in
concreto di cosa si tratta.
I
danni sono stati stimati in circa 15 miliardi1,
mentre le somme messe a disposizione sono appena 10,5 miliardi2,
pari ad appena il 70%. E’ evidente a tutti che tali fondi sono
insufficienti, eppure non si è pensato a neutralizzare l’effetto
dell’IVA, un’imposta che grava sui costi di ristrutturazione e
che, pertanto, è destinata a rientrare nelle casse dello Stato. E’
come se i fondi a disposizione fossero stati indirettamente
diminuiti.
Se
si ipotizza un’aliquota IVA al 10%, tornerà allo Stato una somma
di quasi 1 mld e quindi i contributi realmente a disposizione sono
9,5 mld, ossia poco più del 63% dei danni stimati.
Lo
strano è che, in piena fase emergenza, anziché proporre
un’agevolazione a favore delle popolazioni terremotate, il Governo
ipotizzava una defiscalizzazione dell’IVA sulla realizzazione,
finanziata da privati, delle infrastrutture di rete per le
telecomunicazioni3.
Nel merito occorre osservare che la costruzione di tali reti è
effettuata da grandi società commerciali che hanno diritto a
recuperare l’IVA, come credito d’imposta da detrarre dall’IVA
incassata dai clienti che usufruiranno delle infrastrutture da loro
realizzate. Conseguentemente l’IVA, per queste società, non è in
realtà un costo che rimane a loro carico, ma solo un anticipo che
poi recupereranno nel tempo. Non si comprende quindi quale utilità
potesse avere tale proposta.
Nulla
da eccepire sull’importanza strategica delle reti infrastrutturali,
tuttavia è singolare che nell’ordine delle priorità vengano
privilegiate rispetto alla ristrutturazione di un bene primario come
le abitazioni ed i capannoni danneggiati dal sisma emiliano, veneto e
lombardo.
Il
Ministro Passera ha poi successivamente corretto il tiro, ventilando
la possibilità di introdurre concrete agevolazioni in un suo
intervento al Lingotto di Torino4.
Ha infatti proposto la defiscalizzazione IRES, IRAP al posto dell’IVA
(d’altra parte, come spiegato poc’anzi non c’era affatto
necessità della defiscalizzazione di tale imposta che già di norma
non è un onere, bensì un credito d’imposta).
Quindi
per la costruzione delle reti infrastrutturali si è ipotizzato di
detassare, per un certo numero di anni, i proventi dei grandi gruppi
industriali, mentre per i terremotati non solo non è stato disposto
né l’esonero da IVA (per i quali invece è un onere vero che
aumenta il costo di ristrutturazione), né l’istituzione di una
zona franca (cosiddetta no tax area),
ma addirittura viene chiesto loro di pagare entro il 16 dicembre,
tutte le imposte che erano state sospese nei giorni successivi al
sisma. Una sorta di regalo di Natale per chi si appresta a trascorre
l’inverno fuori casa.
Si tratta veramente di una beffa indegna di un
Paese che pretende di essere annoverato fra gli esempi di civiltà.
I
consulenti del lavoro hanno puntualmente spiegato che, per effetto di
tale decisione, un operaio metalmeccanico di 3° livello, residente
nel cratere, con retribuzione lorda di 1.388,24 a seguito delle
trattenute Inps correnti ed arretrare e trattenute Irpef arretrate,
percepirà un netto di 502,94.
La
norma che impone il pagamento entro metà dicembre è contenuta
nell’art. 11, 5° e 6° comma, del D.L. 174/2012, che ha un titolo
dal sapore di una presa in giro: “Disposizioni
urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti
territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone
terremotate nel maggio 2012”.
Un
provvedimento vergognoso che viene dunque mascherato quale ulteriore
agevolazione per le popolazioni terremotate, e col quale si è invece
stabilito il pagamento delle imposte sospese ad appena 6 mesi dal
sisma.
La
presunta ”agevolazione” consiste
nella possibilità concessa alle sole imprese (dimenticandosi di
concederla anche a privati, agricoltori e liberi professionisti) di
ottenere un finanziamento garantito dallo Stato, con quale potranno
finanziarsi per pagare le imposte entro la scadenza stabilita. Un
prestito che dovranno poi rimborsare in comode rate in appena 24
mesi. Naturalmente chi ometterà il pagamento del mutuo non riceverà
una pacca sulla spalla od un’ulteriore dilazione di pagamento,
bensì un “cordiale” avviso di Equitalia che notificherà
l’iscrizione a ruolo di quanto dovuto,
maggiorato
dagli immancabili interessi di mora (comma 8 dell’art. 11 del DL
174/2012).
Uno
Stato quindi che non si fa alcuno scrupolo nell’esigere le tasse da
chi ha subito danni enormi, ha perso la casa od anche il lavoro. Uno
Stato che dunque agisce da implacabile esattore infischiandosene
delle calamità naturali subite dai cittadini che dovrebbe tutelare
ed assistere.
Un
trattamento molto diverso da quello riservato al sisma dell’Aquila.
Recentemente è stata istituita una zona franca urbana5
per il Comune dell’Aquila (strutturalmente simile alla no
tax area) per
una durata di 14 anni6
e prima ancora gli Abruzzesi avevano avuto il beneficio della
sospensione del pagamento delle imposte per tre anni dal sisma e
quando infine è stato loro richiesto il pagamento si è concesso uno
sconto del 60%, permettendo loro
di
pagare il residuo 40% in 10 anni senza interessi.
In
altre parole lo Stato utilizza due pesi e due misure: agli emiliani,
veneti e lombardi colpiti dal sisma non fa sconti e pretende il
pagamento
delle
imposte in
unica soluzione, dimostrandosi davvero insensibile ai gravi disagi
subiti da queste popolazioni che, per il momento, non hanno visto un
centesimo dei promessi contributi pubblici.
Uno
Stato che si preoccupa in realtà solo di esigere le imposte senza
fare distinzioni, o meglio facendole, ma in senso peggiorativo.
Come
rimediare a tanta iniquità? Occorre quanto meno dimostrare maggiore
sensibilità e concedere, senza doverlo implorare, un differimento di
quanto dovuto ed istituire una zona franca che consenta alle
popolazioni ed alle imprese di beneficiare di una temporanea
defiscalizzazione dei proventi per potersi risollevare in un congruo
lasso di tempo.
Senza
voler estremizzare la questione, ma giusto per sottolineare che lo
Stato non può solo pretendere, ma deve soprattutto sostenere i
propri cittadini, vale la pena rammentare un estratto della
dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America del 4
luglio 1776.
“Noi
riteniamo che le seguenti verità siano di per sé stesse evidenti;
che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati
dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono
la Vita, la Libertà ed il perseguimento della Felicità, che allo
scopo di garantire questi diritti, sono istituiti fra gli uomini i
Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei
governati, che ogni qualvolta una qualsiasi forma di Governo, tende a
negare tali fini, è diritto del Popolo modificarlo o abolirlo ed
istituire un nuovo governo che ponga le sue fondamenta su tali
principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri
più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità. La Prudenza
imporrà che i Governi fondati da lungo tempo non vadano cambiati per
motivi futili e transitori; e di conseguenza ogni esperienza ha
dimostrato che l’umanità è più disposta a sopportare gli effetti
del malgoverno, finché i mali sono sopportabili, piuttosto che a
farsi giustizia abolendo le forme alle quali é abituata. Ma quando
una lunga serie di abusi e di usurpazioni, che perseguono
invariabilmente lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre il
popolo a sottomettersi a un dispotismo assoluto, è suo diritto, è
suo dovere, rovesciare tale governo e affidare la sua sicurezza
futura a dei nuovi Guardiani.”
Comitato Sisma.12
1
Fonte Il Sole 24Ore del 25/08/12 pag. 20
2
L’art. 11, 7° comma, del DL 174/2012 ha previsto la possibilità
per le imprese di ottenere finanziamenti agevolati per 6 miliardi
allo scopo di versare entro il 16 dicembre 2012 le imposte sospese
dopo il sisma. Non si tratta dunque di un fondo destinato alla
ricostruzione, bensì di un prestito che dovrà essere restituito
entro 24 mesi. Questo fondo non é quindi incluso nella somma di
10,5 mld.
3
Fonte Il Sole 24Ore Radiocor del 24/08/2012:
http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-1100244/tlc-avenia-defiscalizzare-iva/
4
Fonte ASCA 29/09/12
5
D.M. 26/06/2012 in Gazzetta Ufficiale il 1° settembre 2012
6
Art. 6 del DM 26/06/2012. Esenzione da imposte al 100% per i
primi 5 anni, del 60% dal sesto al decimo, del 40% dell’undicesimo
al dodicesimo, del 20% dal tredicesimo al quattordicesimo.
domenica 28 ottobre 2012
il Comitato Sisma.12 al No Monti Day
Video dell'intervento dal palco del Comitato Sisma.12
Volantino distribuito durante il Corteo
Galleria fotografica
https://plus.google.com/photos/115312736944654621192/albums/5804320509813838865
Due articoli (click sulle immagini per allargare l'immagine)
estratto da Il sole 24 ore:
Manifestano anche i terremotati dell'Emilia Romagna
In piazza anche i terremotati dell'Emilia Romagna. Alcuni cittadini del Comitato Sisma.12 hanno sfilato al corteo del No Monti Day. Tra i cartelli esposti, «L'Emilia è ancora scossa, diamoci una mossa!», «Emilia sMontiamo le tende e il governo», «Siamo uomini o limoni? Ci avete già spremuto abbastanza».
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-27/roma-blindata-monti-rischio-132758.shtml?uuid=Abuo9OxG
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